IL VIAGGIATORE IMMOBILE – Mostra personale di Ciro Palumbo presso Arte è Kaos Bologna

 

 

 

IL VIAGGIATORE IMMOBILE

La contemplazione come strumento di conoscenza

dal 6 al 22 maggio 2022

Inaugurazione: venerdì 6 maggio alle ore 17,00

Galleria Arte è Kaos

Via Alfredo Testoni, 8/b

Bologna

Art Curator: Luca Paoloni

Testi a catalogo di Giulio Volpe e Alberto Marinelli

 

Arte è Kaos presenta una nuova personale di Ciro Palumbo:

un dialogo con la pittura di Giorgio Morandi e con la città di Bologna

Le coincidenze non esistono. Nell’arte di Ciro Palumbo tutto è frutto di lunghe riflessioni. Ogni sua nuova produzione scaturisce da una ruminatio intensa e metodica di chi lo ha preceduto, volta a cogliere nuove sfumature da parafrasare sulle tele. Una lenta assimilazione dei grandi maestri della pittura e della loro produzione e degli
autori più importanti della letteratura e della filosofia. Osservazione e lettura, è così che ha visto la luce “Il Viaggiatore Immobile”, l’ultimo ciclo di Palumbo, nel quale la Metafisica e il Surrealismo si mescolano ancora una volta.

In questa serie, ancora più evidente è l’omaggio alla ricerca ideale che Morandi esprimeva attraverso i suoi paesaggi e le sue nature morte.

Palumbo torna ai suoi primi studi, riprende e approfondisce l’essenza assoluta che aveva colto dal pittore bolognese, concentrandosi sulla resa della luce e delle sue sfumature. Raggi impietosi delineano e rendono chiare le semplici figure della realtà, le immobilizzano per permetterci di far volare il pensiero oltre il nostro semplice piano materiale. Ecco che allora viene da chiedersi cosa nascondano le isole solitarie di Palumbo, dove portino le sue navi sospese nel cielo, quale via indichino le stelle che brillano nei cieli notturni.

A queste domande dobbiamo trovare noi una risposta. Siamo aiutati dai soggetti di dechirichiana memoria, ma declinati con la soggettività propria dell’artista, che anima con colori chiari e brillanti le sue tele. Palumbo coniuga le figure in una composizione tale da generare un’atmosfera vibrante nella sua sospensione, una Stimmung, carica di dubbi e aspettative. (Alice Salvatico)

 

 

..”Gli oggetti solenni e immutabili come roccaforti eterne che Morandi utilizzava  per le sue composizioni diventano, grazie al pennello di Palumbo, i protagonisti di  una contemplazione verso scorci di inedite realtà: una serie volta a nuove plasticità, nuove riflessioni, nuove consapevolezze. Non solo, come vedrete voi stessi  Palumbo è riuscito a cogliere quell’aura sospesa nei secoli, quasi pacata e monacale, che si avverte a Bologna e nelle pennellate di Morandi, a farla propria e a trasmetterla su tela. Come il riflesso dei tesori contenuti in un forziere straripante  di incommensurabili bellezze. “ (Alberto Marinelli)

 

“I sensi sembrano dunque raddoppiare, perché si vola anche su grandi ali altrui  e perché, all’esatto opposto, si forniscono ad un tempo nuove ali a questo antico  volo; e non finisce qui, perché c’è un viaggio ulteriore e parallelo che fu Giacomo  Leopardi a suggerire e che dichiaratamente ispira i posteriori artisti figurativi.  

Insomma, c’è la poetica dell’oggetto quotidiano che prende vita o del viag giatore che rinuncia a muoversi; l’atto creativo stesso, come Leopardi affermava,  concede la possibilità di vivere più volte.” (Giulio Volpe)

 

 

La mostra ad Arte è Kaos Bologna sarà l’occasione per ammirare da vicino i due artisti, i tempi sono maturi per un confronto visivo, dopo quello scritto.

Un dialogo voluto e cercato dagli inizi e senza il quale Palumbo non sarebbe lo stesso. Un’occasione per mettere una pietra miliare, per capire da dove si è partiti, dove si è arrivati e per provare a scorgere quanta strada ci sia ancora da fare.

(Alice Salvatico)

 

“..La barca di Palumbo possa compiere interminabili viaggi, come quelli  che compie già nella immobilità variegata degli infiniti percorsi della mente.  Ed ancora alberi e cortili morandiani  si apriranno dalla finestra sospesa del  viaggiatore di Palumbo, che sarà la finestra di chiunque tra noi, in qualunque tempo.

Proprio come De Chirico descriveva il lavoro di quel Morandi, e con le stesse  parole, oggi possiamo raccontare Palumbo, mentre vara la “sua” barca nel “suo”  spazio immobile “e guarda intorno a sé gli oggetti sopra un tavolo con l’emozione  che scuoteva il cuore al viaggiante della Grecia antica.” (Giulio Volpe)

 

 

Con la partecipazione di:

 

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